Uno spettacolo si pUO' preparare in un mese. Improvvisare, invece, richiede una vita.
PINO CARUSO Ho dei pensieri che non condivido, 2009

Il teatro è il disordine incarnato e per scrivere -  (o fare) -  teatro bisogna iniziare con lo scrivere l’elogio del disordine.  Il teatro vive nel disordine: è la sua condizione di esistenza. La grandezza del teatro è fondata su un disordine organico, necessario, permanente.  (...)  Recitare è propriamente un distruzione di sé,  una demolizione, è un disordine obbligato, l’impossibilità di una vita interiore. Anche l’opera del poeta (di un attore)  è un disordine.  Tra la scrittura e la rappresentazione, tessuti di sensazioni e di sentimenti intrecciati, l’opera più viva confessa una contraddizione  permanente, un disordine essenziale. La sua vita e la sua fecondità attraverso le epoche non sono che il costante sfruttamento di questa confusione. (...)  Quel che chiamiamo divertimento o evasione è soltanto uno smarrimento generale. L’ordine qui viene da un disordine. Nessuna  delle manifestazioni del teatro obbedisce a una “ linea di condotta “.  Nessuno dei gesti o dei rituali del vero teatro deriva da una  “tendenza”. Ricerche e preoccupazioni si agitano soltanto nel vago, nell’assente, nell’indeterminato: nel caos.  (L.J.)

Un ordine teatrale si istituisce solamente grazie a un lungo disordine.  (L.J.)