ABOUT ME

Il teatro vive nel disordine: E' la sua condizione di esistenza. La grandezza del teatro e 'fondata su un disordine organico, necessario, permanente. (Louis Jouvet)

Un grande incontro sono stati tutti gli allievi che nel corso della mia attività didattica mi hanno permesso di sperimentare linguaggi e formule sceniche “povere”, consegnando alla mia esperienza personale l’essenzialità della scena, in cui la parola e il corpo  sono assoluti protagonisti dello spettacolo. (n. a.)

“ E’ sempre per intuizione e mai per un sistema che un uomo di teatro sceglie il testo da portare in scena, decide in che modo allestirlo, come vestirlo, come farlo recitare e presentare al pubblico. A un uomo di teatro importa creare dei “momenti drammatici”, quei momenti in cui, d’un tratto, nella sala, si produce un “precipitato” di sentimenti, in cui gli spettatori, distinti e indifferenti, riuniti e convenuti insieme per caso, si trasformano improvvisamente in un essere unico, sensibile e caloroso, che chiamiamo pubblico. Spogliati dalle loro preoccupazioni e dalla quotidianità nella quale vivono, il teatro restituisce loro l’uso della sensibilità. Fare teatro, in questo senso, significa provocare un ‘effusione unanime grazie a un sentimento esclusivo e comune. Significa restituire, per un istante, a un certo numero di uditori, in modo artificiale, la solitudine umana necessaria al loro essere spirituale. In questo modo lo scopo del teatro non sarà una ricerca di ordine intellettuale, bensì una rivelazione d’ordine sentimentale.  La materia teatrale è fatta dell’umano. Immutabile e tuttavia mutevole come tutto ciò che è dell’uomo, sottomessa all’accidentale e al momentaneo cangiante per ciascuna epoca. L’arte dell’uomo di teatro è rimane nell’umano. L’immutabilità del teatro, l’immutabilità dei sentimenti umani, dei soggetti, dei temi umani: essi sono eterni.”     (Louis Jouvet)